Si legge oggi sui giornali che a Fasano - Brindisi - è avvenuto un maxi-sequestro di 2000 tonnellate di Olio d'oliva perché "stoccato in cisterne prive di autorizzazioni e in assenza dei requisiti igienico-sanitari".

Diversi giornali e siti trattano l'agromento, rivelando dettagli e supposizioni.

Si dice che il valore del sequestro si aggiri attorno ai 6 milioni di euro.

Si dice che forse sarà possibile rimettere in circolazione l'olio nel caso in cui, dopo le opportune verifiche, vengano accertati i requisiti di qualità e vengano attribuite le relative autorizzazioni amministrative.

Si dice che l'olio sia stato sequestrato in un deposito di stoccaggio di un'importante azienda imbottigliatrice.

Si dice che l'olio sarà sottoposto ad analisi accurate per riscontrare eventuali tracce di sofisticazione.

Si dicono un sacco di cose.

Le uniche cose che invece non si leggono da nessuna parte sono il nome dell'azienda alla quale è stato sequestrato l'olio e tantomeno a chi quest'olio era destinato.

Ci rendiamo conto di quante siano 2000 tonnellate? Non stiamo parlando di qualche litro che il contadino ha ingenuamente stoccato in una tanica in cantina. Stiamo parlando di 2000 tonnellate.

Dovremmo credere che quest'olio non era già destinato a qualche azienda? A qualche etichetta? A qualche mercato?

Se devo essere sincero a me piacerebbe, da consumatore, sapere questi nomi.

A voi no?

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